Una guida per psicologi e psicoterapeuti sul dialogo con pazienti che assumono o sospendono psicofarmaci

Lug 15, 2026

Un recente documento internazionale, intitolato “Deprescrizione degli psicofarmaci – Una guida alla loro riduzione per professionisti e diretti interessati“, offre strumenti concreti per orientarsi in un ambito sempre più presente nella pratica clinica quotidiana. Curato dalla rete italiana dell’IIPDW (International Institute for Psychiatric Drug Withdrawal) e disponibile gratuitamente con licenza Creative Commons 4.0, il documento si articola in tre sezioni pensate rispettivamente per medici prescrittori, pazienti e familiari, e psicoterapeuti.

Particolarmente rilevante è il documento intitolato, nella versione originale, “Guidance for Psychological Therapists: Enabling Conversations with Clients Taking or Withdrawing from Prescribed Psychiatric Drugs”, curato da Anne Guy, James Davies e Rosemary Rizq e sviluppato su impulso dell’All-Party Parliamentary Group for Prescribed Drug Dependence (APPG) britannico, con il contributo della British Psychological Society (BPS).

Come viene descritto nella prima parte, questa breve pubblicazione e guida nasce in risposta a una precisa esigenza formativa: la mancanza di una sintesi organica di evidenze, informazioni e formazione su questo tema rappresenta infatti un problema crescente per i terapeuti, indipendentemente dal loro orientamento o contesto di lavoro. Il dato è confermato da un sondaggio del 2018 condotto su circa 1.200 terapeuti iscritti a BPS, UKCP o BACP: il 96,7% dichiarava di avere in carico almeno un cliente/paziente in trattamento con uno psicofarmaco, ma solo il 7,3% si sentiva preparato “molto bene” a rispondere a domande sulla sospensione o l’assunzione di questi farmaci. Non stupisce quindi che il 93,1% degli intervistati abbia indicato come “utile” o “molto utile” poter contare su linee guida professionali dedicate a questo ambito. Inoltre, la guida fa parte di un corpo più ampio di risorse prodotto gratuitamente dalla BPS e tradotto in italiano che comprende anche “Una breve guida su ciò che ogni psicoterapeuta dovrebbe sapere riguardo a come lavorare con gli psicofarmaci“.

Se dal punto di vista clinico, una recente revisione sistematica sottolinea come le persone che vorrebbero sospendere vivano spesso nel rapporto clinico esperienze di invalidazione e di scarso coinvolgimento che costituiscono fattori ostacolanti per la propria traiettoria di vita, dal punto di vista delle politiche professionali, la guida si inserisce in un dibattito tutt’altro che concluso sui confini tra psicologia e psicofarmaci. Infatti, nel Regno Unito, il NHS England ha chiesto alla BPS di valutare un’estensione dell’autorità prescrittiva (potere prescrittivo), in maniera simile a quanto già avvenuto in alcuni stati USA (con la formalizzazione dei cosiddetti Prescribing Psychologists).

Consapevoli delle diversità e delle specificità legate ai diversi contesti, riteniamo importante sottolineare che tanto la guida tradotta dall’IIPDW quanto le recenti linee guida dell’American Psychological Association per il coinvolgimento degli psicologi in temi farmacologici suggeriscano la necessità di sviluppare competenze specifiche in materia, e costituiscano insieme uno strumento prezioso per riflettere e lavorare con attenzione e responsabilità deontologica, oltre che etica.

Nel contesto italiano, come psicoterapeuti, ci troviamo spesso ad accompagnare persone che assumono psicofarmaci, che desiderano ridurli o stanno valutando se iniziare o sospendere una terapia farmacologica. In tutti questi scenari, il nostro ruolo non può né deve essere quello di sostituirsi al medico prescrittore, ma di creare uno spazio di ascolto, validazione e riflessione che permetta alla persona di esplorare la propria esperienza, i propri desideri e le proprie preoccupazioni, nella chiara distinzione tra consigli medici e informazioni accurate, basate sulle più recenti evidenze.

Per questo, la guida IIPDW invita i clinici a sviluppare competenze specifiche per:

  • Aggiornare le proprie conoscenze sui principali effetti, effetti avversi e possibili reazioni da sospensione delle diverse classi di psicofarmaci, per poter sostenere un dialogo informato con il paziente e, se necessario, con il medico prescrittore
  • Facilitare il dialogo con i pazienti sulle loro esperienze con i farmaci, in modo non giudicante e informato
  • Riconoscere e mettere in discussione i propri pregiudizi su un tema spesso trascurato nei percorsi formativi
  • Promuovere il pieno consenso informato, principio ribadito dalla Legge 219/17, sostenendo la capacità di scelta della persona
  • Collaborare in modo interprofessionale con medici e altri professionisti, nel rispetto dei reciproci confini deontologici

Il mandato sociale della psicoterapia

Il tema del rapporto con i farmaci psicotropi interroga profondamente la funzione sociale della nostra professione. In un contesto in cui le prescrizioni di psicofarmaci sono in crescita costante, la psicoterapia può svolgere un ruolo cruciale nel promuovere una cultura della cura che non riduca il malessere a un problema esclusivamente biologico, ma che tenga conto delle storie personali, dei contesti sociali e delle risorse della persona.

Il documento IIPDW rappresenta una risorsa preziosa per ampliare la riflessione sulle nostre pratiche e per sostenere un approccio alla cura che ponga al centro la persona, la sua storia e il suo diritto a essere pienamente informata e partecipe delle decisioni che la riguardano.

Per chi desidera approfondire, la guida è disponibile gratuitamente online con licenza Creative Commons ed è pensata per essere consultata sia integralmente sia per sezioni, a seconda delle esigenze specifiche del proprio contesto di lavoro.